Triptales - Cronaca di un giro del mondo

Giugno 2006 - Barcelona

AFOOT and light-hearted, I take to the open road,
Healthy, free, the world before me,
The long brown path before me, leading wherever I choose.

Henceforth I ask not good-fortune—I myself am good fortune;
Henceforth I whimper no more, postpone no more, need nothing,
Strong and content, I travel the open road.

The earth—that is sufficient;
I do not want the constellations any nearer;
I know they are very well where they are;
I know they suffice for those who belong to them.

(Still here I carry my old delicious burdens;
I carry them, men and women—I carry them with me wherever I go;
I swear it is impossible for me to get rid of them;
I am fill’d with them, and I will fill them in return.)

….14….

The Soul travels;
The body does not travel as much as the soul;
The body has just as great a work as the soul, and parts away at last for the journeys of the soul.

All parts away for the progress of souls;
All religion, all solid things, arts, governments,
—all that was or is apparent upon this globe or any globe,
falls into niches and corners before the procession of Souls along the grand roads of the universe.

Of the progress of the souls of men and women along the grand roads of the universe,
all other progress is the needed emblem and sustenance.

Forever alive, forever forward,
Stately, solemn, sad, withdrawn, baffled, mad, turbulent, feeble, dissatisfied,
Desperate, proud, fond, sick, accepted by men, rejected by men,
They go! they go! I know that they go, but I know not where they go;
But I know that they go toward the best—toward something great.

<a href=”http://en.wikipedia.org/wiki/Walt_Whitman”><strong>Walt Whitman </strong></a>

Luglio 2006 - Barcelona

90 giorni

Fra meno di 90 giorni l’avventura avrà inizio, la cruda ed emozionante realtà prenderà il posto dei sogni e lo spirito del viaggio sarà il protagonista. Spero di essere all’altezza del progetto e di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.
alcune cosette fatte in questi mesi

Risparmi (e come no)

Vendita moto

Biglietto aereo (2000 euro con VirginAtlantic, Singapore Airlines e NewZealand Airlines)

Vaccinazioni, varie

Acquisto zaino, 55 litri, yankee

Burocrazia bancaria

Dimissioni comunicate al lavoro

Rottura anticipata contratto d’affitto

Studiato un itinerario di massima per assaporare al massimo il significato del viaggio ed evitare l’evitabile (monsoni, rivolte, ecc.) …
e altre ancora da sbrigare..

assicurazione globale (600 euro circa con compagnia australiana)</li>
visita medica e dentistica

acquisto materiale tecnico

sistemazione delle porcelline d’india

patente internazionale

visto India

medicine varie

memory card e batteria extra per macchina fotografica

vendere o impacchettare tutte le mie cose

volo one-way per Londra

trasloco Barcelona - Parma

cosa ho dimenticato?

One year on the road

” Il mondo è un libro e chi non viaggia ne conosce solo una pagina”

La decisione è maturata naturalmente, sento che è arrivato il momento giusto: solo 3 anni fa non ero pronto (materialmente e spiritualmente) e magari fra 3 anni l’energia necessaria per affrontare un viaggio simile sarà venuta a meno.

I motivi di questa scelta sono molteplici anche se il più importante è anche il più difficile da spiegare a chi non sente dentro il bisogno di tutto ciò che circonda il concetto di “viaggio”. Non parto per andare in vacanza, nè per marcare records, nè per salvare il mondo o ritrovare me stesso, non parto perchè sto male, non parto perchè sono deluso della vita, non parto perchè sono depresso o perchè mi restano pochi mesi di vita. Non parto perchè non ho futuro qui, non parto perche odio questa città o la sua gente. Al contrario, lasciare Barcelona non è stata una decisione facile.

Parto semplicemente perchè sento di farlo ed ho la fortuna di poterlo fare, senza problemi di salute e autosufficiente da quando ho terminato gli studi 4 anni fa anche, e soprattutto, grazie all’appoggio che la mia famiglia ha sempre dato alle mie decisioni, giuste o sbagliate che erano.
Il lento e monotono fluire della vita agiata metropolitana mi stava facendo piano piano dimenticare l’emozione di percorrere strade sconosciute, i brevi periodi di vacanza stavano diventando sinonimo di relax e la instancabile società del consumo mi stava assorbendo lentamente senza darmi niente a cambio. Lavorare per consumare, consumare per poi lavorare. Non dico che sia giusto o sbagliato, dico solo che ci sarà tempo per la burocrazia, il consumismo e il relax. Ora è il momento di uscire in mare aperto e non di starsene in un porto sicuro.

Vorrei imparare a vivere più semplicemente. Voglio ubriacarmi di emozioni e Vivere la vita, senza lasciarmi trascinare e vincere dalla monotonia e dalla sicurezza di cose materiali che non valgono niente.. Voglio vedere nuovi orizzonti e riempire la mia memoria di esperienze, brutte o belle che siano. Magari poi piangere ed imprecare, rimpiangere il passato e per poi ricordare le brutte avventure con un sorriso davanti ad una bottiglia di vino.

Il viaggio è già incominciato. I dubbi e le paure non sono state capaci di vincere la mia voglia di partire. Accetterò quello che succederà cercando di imparare l’arte della pazienza.

Le bellissime parole di Mark Twain e di Steve Jobs riassumono bene quello che le mie confusi e deliranti pensieri vorrebbero spiegare.

<em>”If today were the last day of my life, would I want to do what I am about to do today?” … whenever the answer has been “No” for too many days in a row, I know I need to change something.
Remembering that I’ll be dead soon is the most important tool I’ve ever encountered to help me make the big choices in life. Because almost everything that all external expectations, all pride, all fear of embarrassment or failure – these things just fall away in the face of death, leaving only what is truly important.
Remembering that you are going to die is the best way I know to avoid the trap of thinking you have something to lose. You are already naked. There is no reason not to follow your heart. </em>

<em>”se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei veramente fare quello che sto per fare oggi?” E ogni volta che la risposta fosse “No” per troppi giorni di seguito sapevo di aver bisogno di cambiare qualcosa.
Ricordare che morirò presto è lo strumento più importante che mi ha consentito di fare le scelte più grandi della mia vita. Perchè praticamente tutto - tutte le aspettative, l’orgoglio, le paure di fallire - tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciandoci con quello che è veramente importante.
Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore.</em>

Steve Jobs -

<em>Twenty years from now you will be more disappointed by the things you didn’t do than by the ones you did. So throw off the bowlines, Sail away from the safe harbor. Catch the trade winds in your sails.
Explore. Dream. Discover. </em>

<em>Tra vent’anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che non da quelle che invece hai fatto.
E quindi liberati e togli gli ormeggi dal sicuro porto.
Cattura gli alisei nelle tue vele.
Esplora. Sogna. Scopri. </em>

Parole attribuite a Mark Twain, ma probabilmente non sue.

Letture

<img src=”http://static.flickr.com/57/195503142_43ef83ed75.jpg” />
La preparazione fisica non è stata curata troppo… vita notturna barcellonese (maratone lunghissime) e piscina tre volte a settimana.

Ho cercato invece di leggere il più possibile un po’ per conoscere minimamente i luoghi che visiterò (Terzani, Rampini, Naipaul, Lapierre, Bryson…) e un po’ per alimentare la sana voglia di partire (Kerouac, Guevara, Diamond..). Le letture non sono mai sufficienti, il rapporto tra libri letti e libri comprati è sempre 1 a 3. Leggere dà tantissimo e costa pochissimo.
I racconti di viaggio e i travelogues letti su Internet sono innumerevoli. Incalcolabili le ore passate a disegnare ipotetici itinerari su atlanti e mappe. Ho nutrito da sempre una forte passione per le mappe, le cartine, i mappamondi, gli atlanti e la geografia in generale: forse il viaggio è nato da lì.

I libri che mi hanno accompagnato in questi ultimi 7 mesi sono (titoli in versione originale per evitare equivoci tra italiano, inglese e castigliano):
<ul>
<li>A short history of nearly everything - Bill Bryson</li>
<li>Choke - Chuck Palahniuk</li>
<li>Down Under - Bill Bryson</li>
<li>Un indovino mi disse - Tiziano Terzani</li>
<li>La fine è il mio inizio - Tiziano Terzani</li>
<li>L’orda - G.A. Stella</li>
<li>India - Naipaul</li>
<li>The Dharma Bums - Jack Kerouak</li>
<li>Siddharta - Herman Hesse</li>
<li>L’impero di Cindia - Federico Rampini</li>
<li>Farfalle sul Mekong - Corrado Ruggeri</li>
<li>Guns, Germs and Steel. The Fates of Human Societies - J. Diamond</li>
<li>The Barney’s Version - M. Richler</li>
<li>Lune de miel autour de la terre - D. Lapierre</li>
<li>Memoria de mis putas tristes - G.G.Marquez</li>
<li>Notas de viaje - E.Che Guevara</li>
<li>On the road - Jack Kerouac</li>
<li>Big Sur - Jack Kerouac</li>
</ul>
Ho ripreso vecchi libri letti a 14 anni che non mi erano mai piaciuti o che semplicemente non avevo capito del tutto… (Kerouac, Hesse…). Certi libri andrebbero riletti ogni 5-10 anni per rendersi conto del nostro incredibile mutamento interiore. Un capolavoro della letteratura è un perfetto termometro dell’anima.
Vorrei portarmi qualche libro per i momenti di attesa asiatica senza fine tra treni, stazioni, notti e trasferimenti lunghissimi. Vorrei leggere in italiano o castigliano ma non credo proprio di trovare librerie così fornite da quelle parti. Caricare lo zaino non mi sembra una buona idea perciò non mi resta che leggere in inglese quello che troverò per strada (praticamente tutto). Così migliorerò il mio dimenticato e maltrattato inglese a scapito di una completa immersione nella magia del libro.

Agosto 2006 - Barcelona

Settembre 2006 - Parma